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2 dic - La Corte di Giustizia dell'unione Europea ha condannato l'Italia per la mancata adozione della normativa sull'incenerimento dei rifiuti. L'obiettivo della normativa 2000/76 - spiega la Corte - e' quello di prevenire e ridurre, nella misura del possibile, l'inquinamento dell'atmosfera, dell'acqua e del terreno, provocato dall'incenerimento dei rifiuti e i relativi rischi per la salute umana. La norma intende colmare le lacune della legislazione precedente. In questi ultimi anni è cresciuta la consapevolezza ambientale e quindi i cittadini sono più attenti ai diversi metodi di trattare i rifiuti, in prima linea le associazioni ambientaliste contribuiscono ad una più capillare informazione con campagne mirate. Per esempio Greenpeace in una recente campagna si è impegnata a :
- Opporsi alla politica dell’incenerimento in relazione al suo impatto ambientale e sanitario e alla sua stessa natura contraria ad ogni principio di riduzione e recupero di rifiuti.
- Promuovere un sistema di gestione dei rifiuti che si orienti verso misure reali e progressive di prevenzione della produzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riutilizzo, riciclo e recupero di materia.
- Promuovere un modello di distribuzione delle merci in cui sia reintrodotto il “vuoto a rendere”, ripristinando l’uso di contenitori in vetro al posto di quelli in plastica.
- Proporre l’adozione di misure finalizzate alla riduzione del numero degli imballaggi e la sostituzione di quelli in plastica con altri in materiali riciclabili.
- Condurre una campagna per l’eliminazione completa del PVC dagli imballaggi e dalle pellicole alimentari.
- Chiedere al governo italiano di ratificare il Protocollo sul trasporto transfrontaliero dei rifiuti pericolosi della Convenzione di Barcellona, relativa alla prevenzione e al controllo dell’inquinamento del Mar Mediterraneo.
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