IL MONOSSIDO DI CARBONIO (CO) (INDICE) Il monossido di carbonio è un composto inodore, incolore e insapore; alle temperature presenti nell'ambiente è gassoso; non è apprezzabilmente solubile in acqua. La formazione di ossidi di carbonio può avvenire secondo tre processi: - combustione incompleta di carbonio o di composti contenenti carbonio; - reazione a elevata temperatura tra CO2 e composti contenenti carbonio; - dissociazione ad elevate temperature di CO2 in CO e O. La più importante sorgente di emissione di CO è costituita dai mezzi di trasporto (circa il 90%); fra questi gli autoveicoli a benzina risultano essere i maggiori inquinanti. Le emissioni di monossido di carbonio dai motori dipendono da: - il rapporto aria-combustibile: più è ricca la miscela, più CO viene emesso; si spiega così perché il diesel, che utilizza miscele molto povere, ha emissioni di CO molto ridotte; - temperatura dell'acqua di raffreddamento del motore; - caratteristiche tecniche della camera di combustione; - stato di usura del motore; - condizione di marcia: al diminuire della velocità di marcia le emissioni di CO aumentano raggiungendo valori massimi col motore al minimo. Le emissioni industriali di CO (circa 3%) sono dovute essenzialmente ai processi di produzione della ghisa e dell'acciaio. Tali processi consistono nell'arricchimento dei minerali in impianti di sinterizzazione (che ne migliora le proprietà chimiche e fisiche), nella produzione della ghisa in altoforno e nell'attività di fonderia. L'emissione di CO nelle raffinerie di petrolio è dovuta in gran parte al processo di rigenerazione dei catalizzatori usati nei processi di trasformazione del petrolio. Le industrie del legno e della carta emettono CO durante la distillazione per il recupero di prodotti chimici pregiati e di energia calorifica dal liquido nero che si forma nel processo di trattamento del legno. Altre emissioni di CO vengono da forni usati per rigenerare la calce dal carbonato di calcio. Si hanno poi le emissioni di CO dovute alla combustione in impianti fissi con l'impiego di carbone, olio combustibile, legno, mentre la combustione di gas naturale produce delle emissioni di CO in quantitativi pressoché trascurabili. Poiché il CO ha un lungo tempo di persistenza nell'aria (inferiore a 3 anni) le emissioni complessive di tale inquinante sarebbero sufficienti a raddoppiare ogni 4-5 anni la concentrazione nell'ambiente atmosferico mondiale. Ma poiché ciò non si verifica si ipotizza la capacità di alcuni microrganismi comunemente presenti nel suolo, di rimuovere molto rapidamente l'ossido di carbonio presente nell'atmosfera. L'inquinamento da ossidi di carbonio è un inquinamento tipicamente urbano, e la sua concentrazione nell'aria è determinata soprattutto dal grado di emissione del gas nell'atmosfera da parte delle autovetture, dal grado di rimozione del terreno, che nella città è molto basso, e, come per ogni inquinante atmosferico, dal grado di dispersione nell'atmosfera. Riguardo agli effetti sull'uomo, è noto che inalazioni d'aria ad alta concentrazione di CO (superiore a 500 mg/m³) possono portare alla morte. L'effetto tossico del CO sul corpo consiste nella riduzione della capacità del sangue a trasportare ossigeno. Infatti avviene una reazione tra l'ossido di carbonio e l'emoglobina (Hb) che porta alla formazione del composto COHb (carbossiemoglobina) in luogo della formazione di O2Hb (ossiemoglobina) che ha il compito di trasportare ossigeno dai polmoni alle cellule del corpo. Gli effetti sull'uomo sono proporzionali alla percentuale di emoglobina legata sotto forma di COHb e a sua volta il tasso di COHb nel sangue è direttamente legato alla concentrazione di CO nell'aria.
I dati pubblicati si intendono indicativi, estratti da pubblicazioni scientifiche di terze parti,l'editore non è quindi responsabile per qualsiasi uso improprio .