Linea verde -appunti e note su ambiente e natura


STABILIMENTI ITALIANI A RISCHIO
Il Ministero per l'Ambiente ha aggiornato l'elenco degli impianti italiani a rischio,ne risulterebbero oltre mille.

Sono 643 gli stabilimenti a rischio e 462 quelli ad alto rischio in Italia. Su un totale di 1.105 stabilimenti, 293 sono depositi di oli minerali, 282 stabilimenti chimici e petrolchimici, 248 depositi di gas liquefatti.
I dati sullo stato di attuazione della direttiva Seveso sono stati resi noti dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio durante la conferenza stampa sulla presentazione del convegno nazionale "Valutazione e gestione del rischio negli insediamenti civili e industriali" (VGR 2004) che si è tenuto a Pisa alla fine di ottobre. Il convegno del VGR è un appuntamento biennale di riferimento per gli analisti di rischio. In seguito agli incidenti di Baia Mare, in Romania, di Enschede, nei Paesi Bassi nel 2000 e di Tolosa, in Francia nel 2001, il Parlamento ed il Consiglio europei hanno emanato la direttiva di modifica della direttiva Seveso, estendendone il campo di applicazione. Le modifiche riguardano essenzialmente le sostanze esplodenti, alcune attività minerarie, l'inserimento di nuove sostanze cancerogene ed una maggiore attenzione è rivolta alle sostanze pericolose per l'ambiente, nonché l'inserimento di nuovi obblighi per gli stati membri e per i gestori degli stabilimenti, al fine di garantire standard di sicurezza più elevati.
La capolista sul nostro territorio con il 22% degli stabilimenti soggetti a notifica risulta la Lombardia, in particolare le province di Milano, Varese e Bergamo. A seguire, il Piemonte dove è presente circa il 10% di stabilimenti a rischio, in Emilia Romagna circa il 9% e nel Veneto l'8% circa. Concentrazioni particolari risultano nel Novarese, a Ravenna, Ferrara, Porto Marghera e nelle province di Torino, Alessandria e Bologna. Al sud, la Sicilia con circa il 6% di presenze di stabilimenti a rischi, seguita da Puglia e Sardegna, entrambe con il 4%. In queste regioni del sud, pesa la presenza degli insedianti petroliferi e petrolchimici di Gela, Priolo, Brindisi, Porto Torres e Sarroch. Un'alta concentrazione di stabilimenti a rischio si riscontra nelle province di Livorno, Roma, Frosinone, Napoli e Bari.





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